FAQ

Domande più frequenti

Supporto Psicologico

Quando andare dallo psicologo?

In genere in momenti di cambiamento o di crisi. Possono corrispondere a fasi di trasformazione “naturale” come l’adolescenza, la genitorialità, la menopausa oppure a momenti traumatici come lutti o separazioni. Il lavoro con lo psicologo fornisce un ascolto competente e qualificato a disposizione dell’evoluzione della persona.

Come funziona un percorso psicologico?

Offro un primo contatto gratuito telefonico o online perché penso sia importante fare una prima conoscenza e definire come e se si possa lavorare insieme. Io non sono una tuttologa. Lavoro solo con adulti e giovani ma non con bambini, non mi occupo di testistica oppure consulenze tecniche di parte. Nel caso ci fosse bisogno di interventi di questo tipo lavoro in équipe con altri colleghi al fine di poter offrire ai miei clienti un intervento integrato. Dopo il primo contatto gli incontri iniziali sono dedicati a definire un obiettivo da raggiungere che verrà periodicamente valutato per comprendere la direzione del percorso. In genere nel primo periodo gli incontri sono più ravvicinati, settimanali o quindicinali, per poi diradarsi e lasciare il posto a incontri di follow up di mantenimento.

Quanto costa un percorso?

Una singola seduta costa 80 euro. La durata è un’ora e mezza perché le ricerche indicano che questo tempo è ottimale per favorire il cambiamento. La fattura inerente è detraibile in quanto prestazione sanitaria. Il pagamento avviene tramite bonifico.

Si può fare un percorso online? Funziona davvero?

La modalità online rappresenta un modo molto flessibile che azzera i costi di trasferimento e permette di approfittare della comodità e del calore della propria casa. Ciò che fa la differenza in una percorso è la relazione, l’alleanza terapeutica e si può costruire online come di persona. L’unica attenzione da tenere è il proteggere “lo spazio” e il tempo della seduta da interferenze esterne e mettersi comodi.

Aderisce a qualche convenzione?

Ho aderito alle convenzioni attivate dal CNOP nazionale (clicca qui per consultarle) volte a calmierare i prezzi delle prestazioni per alcune tipologie di professioni, quali quelle sanitarie, che hanno un particolare impatto sul benessere delle nostre comunità. La convenzione prevede l’agevolazione su alcune tipologie di servizi. Riporto qui sotto una tabella sintetica mentre in basso potete leggere le convenzioni in dettaglio.

Convenzione conAgevolazione
Federazione nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (di seguito FNO TSRM e PSTRP)-35% sulle prestazioni ammesse
Federazione Nazionale Ordini delle Professioni Infermieristiche-35% sulle prestazioni ammesse
Protocollo d’intesa tra il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (DAP)1° colloquio gratuito e -20% sugli altri colloqui
Arma dei Carabinieri 1° colloquio gratuito e -20% sugli altri colloqui
Assomedico1° colloquio gratuito e -20% sugli altri colloqui
Associazione L’altra metà della divisa – Rete supporto famiglie militari 1° colloquio gratuito e -20% sugli altri colloqui
FISDE (Fondo Integrativo Sanitario per i dipendenti del Gruppo ENEL)1° colloquio gratuito e -20% sugli altri colloqui
per maggiori informazioni consulta il seguente link

Ipnosi

Come funziona una seduta di ipnosi?

L’ipnosi è solo uno dei miei strumenti clinici. In genere, dedico ad essa una parte variabile della seduta. L’ipnosi è uno stato del tutto naturale simile al dormiveglia, l’unica differenza è che in questo caso il fluire in questo stato di coscienza modificato viene facilitato dal terapeuta. Comodamente seduti sulla poltrona si può lasciarsi andare ad un pensare e ad un sentire che ristruttura l’esperienza nella sicurezza di avere accanto una persona che ci conduce in un percorso connesso ad un obiettivo.

L’ipnosi è pericolosa?

No, non è pericolosa ma deve comunque essere fatta da persone qualificate, per questo il suo esercizio in Italia è riservato a determinate professioni, come il medico e lo psicologo che la utilizzano per fini terapeutici. Questo perché il processo che attiva è potente ed ha bisogno di una guida esperta. In realtà molte proposte “olistiche” utilizzano stati di coscienza modificati che però estrapolati da un processo e da un lavoro con un terapeuta possono ingenerare vissuti difficili da elaborare da soli.

Ipnosi regressiva, vite passate e altri miti

In effetti l’ipnosi permette di andare a lavorare, al pari di altre tecniche, in modo “regressivo”, cioè di calarsi in profondità in momenti passati della propria vita. Esistono psicoterapeuti, uno su tutti Brian Weiss, che sostengono di applicare l’ipnosi per andare oltre, nelle vite precedenti della persona per trovare connessioni tra i disagi di questa vita e gli eventi passati. Non esistono evidenze scientifiche rispetto a questa teoria e quindi siamo in un campo delicato che ha a che fare con le credenze. Ritengo quindi che esuli dal campo della terapia. Personalmente, come dico ai miei pazienti, che mi chiedono in merito, “lavorare su una vita alla volta mi pare già abbastanza” su cui concentrarsi.

Perché l’ipnosi?

L’ipnosi è un terreno ideale per il cambiamento perché permette di accedere ad un ambiente interiore creativo e non giudicante. Durante la giornata la sperimentiamo spesso quando ci abbandoniamo a fantasticare, o quando siamo soprappensiero o nel dormiveglia quando i pensieri sono più leggeri. In quei momenti a volte la nostra mente fa collegamenti inusuali e ristruttura la percezione della realtà e delle sue possibilità.

Il lavoro psicologico può essere utile in caso di sintomi fisici?

Oggi l’idea che corpo e mente siano entità separate è superata dall’evidenza. Parliamo infatti di unità corpo-mente caratterizzata da una continua comunicazione “chimica” mediata da neurotrasmettitori che influenzano i nostri stati emotivi quanto le nostre sensazioni cinestesiche. E’ un legame inconscio e profondo che affonda le radici nel presente come nel passato. Il “sintomo” fisico può essere visto come un segnale del corpo che “parla” e dice qualcosa rispetto a sé. Lavorare sul benessere della persona può essere parte di un intervento di medicina integrata che aiuta la persona a fronteggiare un disturbo sia che si tratti di patologia “funzionale” (senza compromissione organica importante) che organica nel qual caso rappresenta un sostegno alla attivazione delle risorse di guarigione (un esempio ne sono i molti esempi di applicazione in psico-oncologia). La mia esperienza nel reparto di Gastroenterologia dell’Ospedale Sant’Anna di Como è un esempio di medicina integrata in cui l’ipnosi è applicata ai disturbi funzionali e si lavora a stratto contatto con il gastroenterologo di riferimento.

Coaching

Cosa è e come funziona il coaching?

Il coaching è un intervento breve e focalizzato. Comprende un numero di colloqui compreso tra 4 e 10. I colloqui durano un’ora e mezza. La quotazione per le aziende dipende dal ruolo, le trasferte e altri elementi. Per i privati il costo è allineato con le tariffe dei colloqui psicologici.

Tutti possono fare coaching? Coaching o supporto psicologico?

Si e no. Il coaching è focalizzato alla definizione di un progetto di sviluppo a partire da una situazione di equilibrio e assenza di problematiche personali che necessitino di un lavoro più profondo. Nel primo colloquio si analizza se si possa fare direttamente il coaching o se si debba abbinare anche un lavoro su di sé più profondo.

Quando fare un percorso di coaching?

Spesso è l’azienda che offre un percorso di coaching in genere per lo sviluppo di ruoli manageriali. L’obiettivo è dare strumenti, in tempi brevi, per una gestione più consapevole e competente del ruolo. Altre volte invece si decide di fare un percorso di coaching per realizzare un progetto di cambiamento importante, come uno start up d’impresa o un lavoro nuovo.

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Facilitazione

Quale differenza tra formazione e facilitazione?

La formazione ha come oggetto la acquisizione di competenze attraverso un processo esperienziale. La facilitazione ha come focus un processo che produce un risultato concreto (es.: costruire di regole, di una visione, di un piano…). Il facilitatore è quindi un “esperto di processi” più che delle materie in oggetto. Il processo mira infatti ad utilizzare pienamente le risorse, le competenze, del contesto e delle persone. Questo permette di trovare soluzioni pienamente coerenti con l’ambiente quindi sostenibili e fattibili e soprattutto condivise da tutti. Se supportiamo una comunità ad esempio nel costruire i propri sistemi di funzionamento non avremo problemi nel farli rispettare. Differentemente quando un consulente esterno “esperto” fornisce soluzioni queste vengono spesso percepite come “subite”, non vengono capite e quindi si creano problemi con l’allineamento del gruppo.

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